Per chi gestisce un hotel, un bar o un ristorante, le recensioni online sono croce e delizia. Se da un lato possono decretare il successo di un’attività, dall’altro il fenomeno delle recensioni false o manipolate ha creato negli anni danni economici enormi e una concorrenza sleale difficile da contrastare.
Il 7 aprile 2026 è segnato sul calendario come una data di svolta: con l’entrata in vigore della Legge sulle Piccole e Medie Imprese, il Governo ha introdotto nuove regole stringenti per ripulire il web dai contenuti ingannevoli.
Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle novità e su come cambierà il rapporto tra piattaforme, utenti e gestori.
I nuovi pilastri della recensione “lecita”
La legge non si limita a condannare il falso, ma stabilisce criteri tecnici precisi affinché una recensione possa essere considerata legittima. D’ora in poi, per essere in regola, un commento dovrà rispettare tre requisiti fondamentali:
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Tempestività: La recensione deve essere pubblicata entro 30 giorni dall’utilizzo del servizio. Niente più ricordi sbiaditi (o inventati) dopo mesi.
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Prova di acquisto: È la novità più discussa. L’autore dovrà dimostrare di aver effettivamente fruito del servizio allegando una fattura o una ricevuta fiscale.
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Assenza di conflitti d’interesse: Chi scrive dovrà dichiarare di non aver ricevuto sconti, rimborsi o benefici in cambio del giudizio positivo.
Stop all’economia del “voto venduto”
Il fenomeno delle recensioni positive a pagamento o dei “pacchetti di stelline” acquistabili online è finito nel mirino dell’Antitrust. L’Autorità avrà il compito di vigilare sulle piattaforme, indagare sulle violazioni e applicare sanzioni (i cui importi saranno definiti a breve dalle linee guida).
Inoltre, le associazioni di categoria del settore turistico e della ristorazione potranno collaborare direttamente con l’Antitrust come “segnalatori qualificati”, rafforzando il potere di controllo dei piccoli imprenditori.
Il diritto alla rimozione e la “scadenza” dei due anni
Un altro punto interessante riguarda la durata: la legge stabilisce che una recensione perde la sua “liceità” dopo due anni, poiché non più considerata attuale. Resta da capire se questo si tradurrà in una cancellazione automatica dai portali (come TripAdvisor o Google), un dettaglio che l’Antitrust dovrà chiarire nelle prossime settimane.
I gestori delle piattaforme (hosting provider) avranno inoltre l’obbligo di fornire strumenti più efficaci ai titolari di attività per segnalare e chiedere la rimozione di contenuti palesemente illeciti o diffamatori.
Perché queste norme sono vitali per il tuo business?
I numeri parlano chiaro: secondo una ricerca del Ministero delle Imprese, le recensioni influenzano l’82% delle prenotazioni alberghiere e il 70% di quelle dei ristoranti.
Le recensioni false non sono solo un fastidio, ma una vera tassa occulta che incide sul fatturato delle PMI italiane in una misura che oscilla tra il 6% e il 30%.
Cosa succede ora?
Le nuove regole non sono retroattive: tutto ciò che è stato pubblicato prima del 7 aprile 2026 resta online così com’è.
Il passaggio successivo spetta all’Antitrust, che dovrà pubblicare le linee guida operative. Sarà in quel momento che capiremo esattamente come i giganti del web dovranno adeguare i loro sistemi di controllo e quali saranno le sanzioni per chi continua a giocare sporco.